American Beauty

Spero di farcela a passare il confine.
Spero di vedere il mio amico e stringergli la mano.
Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni.
Spero.
(Red, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, S. King)

martedì, 15 aprile 2008

Veltroniani, bertinottiani, boselliani, casiniani, ferrariani, milanisti, esperti di exit-poll, stressati dal capo, stressati dai sottoposti, stressati dal marito, dalla moglie, dai figli, dai genitori, dai fidanzati...

...andate a vedere Juno!


giovedì, 03 aprile 2008

Non-recensione di Tutta la vita davanti

(Non-recensione, perché ammetto che non c'è nessun giudizio di carattere cinematografico).

Mi è rimasta addosso una certa insoddisfazione dall'ultimo film di Virzì, e il motivo lo centra bene miic in questo commento a un post di Akille: l'impressione che alla fine il mondo dei precari lo conosco mille volte meglio io di Virzì. Quello del regista finisce per essere uno sguardo dall'esterno, e Marta sembra a volte un'esploratrice inviata a studiare una popolazione sottosviluppata di donne che non conoscono Heidegger e che quindi saranno necessariamente delle cattive madri (a differenza della madre della protagonista, che dice alla figlia di prendere una busta "sotto la Ginzburg".)

Ad un certo punto il film mi parlava, più che del mondo dei precari, del mondo di Virzì: un mondo in cui i ritirati da filosofia fanno tutti gli autori televisivi, i pubblicitari e i giornalisti di costume, e in cui i sindacati affrontano il problema del precariato con serate di cabaret a cui invitano attori, registi e giornalisti amici di Virzì, i quali guardano una precaria vera con un misto di estraneità e pena, come fosse un'aliena tetraplegica (i sindacalisti veri, quelli che ho conosciuto, hanno tanti difetti, ma non certo l'ingenuità idealista). Ah, e c'è la vecchina presa dalla pubblicità del Mulino Bianco da cui ambientare un finale che non è rassicurante, ma ha tutti i difetti di uno rassicurante.

E comunque la Mancuso a volte mi piace, a volte non mi piace, e stavolta non mi è piaciuta per nulla: ciò non toglie che il peggior critico cinematografico d’Italia sia indiscutibilmente Natalia Aspesi.


sabato, 22 marzo 2008

Voglio essere un Altro

Considering a week ago you had a gun to his head and tonight he's eating pound cake, I'd say he's a guy who gets what he wants.

Penso di poter dire senza spoilerare nulla che la quarta stagione di Lost sta ulteriormente accrescendo la mia considerazione per Benjamin Linus: gli occhi pallati e la voce suadente dell'immenso Michael Emerson sembrano irresistibili per la massa di imbecilli venuti giù con l'Oceanic 815, che avrebbero un miliardo di motivi per tirargli una pistolettata e darlo in pasto agli orsi polari, e invece continuano a dargli retta. Benjamin sembra proprio uno che, contrariamente alla saggezza proverbiale, potrebbe fregare due e più volte anche il somaro sardo. Se mi trovassi sull'Isola Misteriosa manderei a stendere il mistico pelato confuso e l'eroico dottore incapace, e mi affiderei ciecamente a lui, l'Amato Leader modesto solo nella statura.

La puntata di ieri, poi, ha rivelato alcuni suoi aspetti umani (che metto in ROT13): y'vzceraqvgber yvorenyr pur aba qvfpevzvan v qvcraqragv fhyyn onfr qryy'bevragnzragb frffhnyr; r vy cnqer nzberibyr pur ababfgnagr yn cerbpphcnmvbav cre vy cbgrer, aba qvzragvpn v cvppbyv ceboyrzv qv phber qryyn svtyvn nqbyrfpragr (dhnaqb un vasvyngb yn znab va gnfpn cneynaqb pba Nyrk cre ha nggvzb fbab fgngb pregb pur ar nieroor rfgenggb han fpngbyn qv cerfreingviv).


sabato, 01 marzo 2008

Strappalacrime, ma di classe

The Constant è di gran lunga la miglior puntata della quarta stagione di Lost. Applausi a Desmond e all'eccezionale Penelope, che appare in uno-due episodi a stagione, e sono regolarmente i più memorabili. In particolare, quelli della telefonata attorno al minuto trentanove potrebbero essere i cento secondi più commoventi dell'intera serie.


lunedì, 25 febbraio 2008

Colpa mia, signori Coen

Poche cose mi fanno ink@22@re come vedere un film,  leggerne in giro il giorno dopo, e scoprire che non avevo capito un punto della trama che, se l'avessi capito, me lo avrebbe fatto apprezzare molto di più. Mi è successo con Non è un paese per vecchi.

(spoiler sul finale, in ROT13)
V zrffvpnav, pnmmb! Ren biivb pur yb unaab nzznmmngb v zrffvpnav, r Puvtheu in QBCB aryyn fgnamn qv nyoretb n ceraqrer v fbyqv. Yb qvpbab cher, pbzr qvnibyb ub snggb n aba pncveyb? Fr un nzznmmngb b ab yn zbtyvr fv cbgrin napur aba pncver, zn dhrfgb ren puvneb!

Poi mi è piaciuto uguale, certo: ma mi fa sentire stupido.


giovedì, 14 febbraio 2008

Laura Morante nuda

Ma con tutto il chiasso che si sta facendo riguardo a Caos calmo, solo io mi ricordo che Nanni Moretti aveva già fatto una scena di sesso in La stanza del figlio?


venerdì, 08 febbraio 2008

Into the wild

Film fortemente divisorio, come si vede dai giudizi dei Cinebloggers. E si capisce bene il perché: è uno di quel film per i quali se ti lasci andare alle emozioni non noti i difetti e la finisci attaccato ai kleenex.

Ma io non sono riuscito a farmi coinvolgere, e finisco nel campo degli scettici (fra i quali segnalo la recensione di kekkoz e lo sberleffo di Ohdaesu). L'ho visto come la storia indubbiamente interessante di un ragazzo sommamente antipatico, che solo nell'ultima mezz'ora diventa un po'meno supponente e presuntuoso. Il problema del film è che il regista fa invece un evidente tifo per lui, santificandolo e inondandolo di retorica (il voice-over della sorella era semplicemente insopportabile). Contorta e controproducente la struttura a flashback, che interrompe le scene in Alaska, le migliori, con quelle insulse del viaggio e dei personaggi che il ragazzo vi incontra, dei quali l'unico interessante è il militare in pensione. Bella comunque la fotografia.

Voto: 5.

Ma comunque sono felice di essere andato al cinema: ho visto un trailer che mi ha convinto che il 22 febbraio devo andare al cinema anche se avessi la febbre a quaranta.


martedì, 05 febbraio 2008

Descrivere l'abisso

Su richiesta di Knef, metto giù in bella scrittura (e in ROT13, perché ci sono spoiler sul finale della terza stagione) l'ideuzza che mi gira in testa da un po'di tempo su come quei luridi bastardi manipolatori brillanti maestri del colpo di scena che sono gli autori di Lost potrebbero voler concludere il tutto.

Y'vqrn è pur nyphav qrv Ybfgvrf, tyv Bprnavp Fvk, fvnab vagenccbyngv va han fcrpvr qv ybbc grzcbenyr, cre phv fbab cerpvcvgngv fhyy'vfbyn qvirefr ibygr, b nqqvevgghen vasvavgr ibygr.

Cre phv dhryyv pur nqrffb perqvnzb rffrer qrv synfu-sbejneq fbab va ernygà qrv synfu-onpx: aryy'hygvzn chagngn Uheyrl r Wnpx cneynab qryyn ibygn cerprqragr va phv fbab fgngv fhyy'vfbyn. Btav ibygn creqbab zrzbevn qryyn ibygn cerprqragr, nyphav tvà cevzn qv gbeanepv (ary svanyr qryyn fgntvbar fpbefn Xngr frzoen aba pncver qv pbfn Wnpx fgvn cneynaqb), nygev qbcb pur y'nrerb cerpvcvgn r fv evgebinab fhyy'vfbyn. Dhrfgb cbgeroor nq rfrzcvb fcvrtner crepué, frzcer va Guebhtu gur Ybbxvat Tynff, Wnpx cneyn qry cnqer pbzr fr sbffr napben ivib.

Dhvaqv y'hygvzn fpbaibytragr fpran qry frevrf svanyr cbgeroor rffrer ha nccneragr synfu-sbejneq va phv tyv Bprnavp Fvk fv evgebinab cre ceraqrer ha nrerb, r pv evgebinab Puneyvr, Nan-Yhpvn, Funaaba, Obbar r tyv nygev nzvpurggv qryyn phzcn, r fv fpbcer pur dhryyb è vy ibyb 815, r pur va ernygà è ha synfu-onpx.


lunedì, 04 febbraio 2008

Si sente pure l'eco

A differenza di Sofri, a me la prima puntata della nuova stagione di Lost non è dispiaciuta. In particolare, si è rinnovata quella sensazione di guardare nell'abisso.


venerdì, 01 febbraio 2008

Caricate il mulo

Si riprende a soffrire: stanotte negli Stati Uniti è cominciata la quarta stagione di Lost. La prima puntata si intitola The beginning of the end. Io stavo per commuovermi già sul promo.


venerdì, 25 gennaio 2008

Recensioni tarde: Io sono leggenda

(giusto per interrompere un po' il silenzio)

Decisamente migliore di quello che pensavo. Credevo fosse uno dei soliti film di azione con premessa apocalittica,  tutto inseguimenti di zombi e eroi dalla mascella quadrata: e un po' di tutto questo c'è, come no.

Ma il film è bello perché non è solo questo: la prima parte, la migliore, si concentra sul senso di solitudine e angoscia dell'ultimo uomo nel mondo. Will Smith è veramente bravo in un ruolo difficilissimo, in cui deve reggere il film praticamente da solo interpretando un uomo che si aggrappa ad una routine sempre uguale e ormai sostanzialmente inutile con l'unico obiettivo di sopravvivere e non impazzire (riuscendoci solo in parte); in una scena in particolare (quella-in-cui-non-si-vede-cosa-sta-facendo), trasmette una disperazione che mi ha davvero colpito. Altra cosa molto bella del film è la rappresentazione della New York abbandonata e trasformata in un deserto di cemento.

Qualche punto debole c'è: innanzitutto l'aspetto un po'troppo artificiale degli zombi, e poi il fatto che, dopo aver passato un ora a raccontare le premesse e descrivere il mondo, la storia che viene introdotta in questo mondo è un po' banale e semplicistica (poco credibile che uno che incontra altre persone dopo tre anni passati a parlare con un cane di Shrek, Bob Marley, e di conflitto fra scienza e fede in toni ancora più stupidi di quelli che leggiamo sui giornali). Ma la prima parte, la descrizione del mondo, è certamente quella che più affascina, e compensa ampiamente la seconda.

Voto: 7.


martedì, 01 gennaio 2008

Il classificone del 2007

Per tenere in piedi la traballante caratterizzazione cinematografica di questo blog, e più che altro come riferimento per me stesso, ecco la consueta lista dei miei film preferiti dell'anno appena terminato:

10. La promessa dell'assassino
Cronenberg prova a fare un film normale, e gli riesce benissimo: una bella e solida storia di mafia. Il combattimento nella sauna farà scuola.

9. Grindhouse - A prova di morte
Il tributo di Tarantino ai B-Movie del passato non è forse una delle sue prove migliori, ma è sempre meglio di gran parte di ciò che si vede al cinema.

8. Lettere da Iwo Jima
La tragedia della guerra, vista dalla parte dei cattivi, quando sanno di dover morire.

7. Harry Potter e l'ordine della Fenice
Dal libro più psicologico, il film più politico: non fedelissimo, ma ben riuscito.

6. Hairspray
Non avrei mai detto che un musical su neri e grassone ballerine con Travolta en travesti sarebbe stato uno dei maggiori divertimenti dell'anno.

5. Mio fratello è figlio unico
Sembra impossibile, ma riesce a rievocare i conflitti degli anni '70 senza scadere nel già visto e nei catechismi. Elio Germano è il miglior attore italiano di oggi.

4. Hot Fuzz
Ci son voluti più di vent'anni, ma ora esiste una risposta europea a Pulp Fiction. Una parodia dei film d'azione e polizieschi, che è anche un bellissimo film d'azione e poliziesco.

3. Ratatouille
Brad Bird non fa film di animazione: Brad Bird fa film. Emozionanti, divertenti, pieni di significato, psicologicamente profondissimi.

2. Zodiac
Fincher prende una storia infilmabile, un'indagine poliziesca che si trascina per decenni senza arrivare a nulla, e ne crea un film che ti tiene sul bordo della poltrona per quasi tre ore: un mezzo miracolo.

1. Borat!
Col permesso dei critici che non ci trovano abbastanza "messaggio", a fare film volgari sono capaci tutti; a usare la volgarità per fare cose che non avrei mai immaginato di vedere su uno schermo, e a farmi ridere per un'ora e mezza di fila, ci vuole qualcosa di molto simile al genio.

Premi speciali della giuria (composta da me stesso):

Film su cui non avrei scommesso una lira, e invece sono all'undicesimo posto: Casino Royale e Apocalypto.

Monologo dell'anno: quello di Antoine  Ego in Ratatouille.

Battuta dell'anno: "Signore, temo che il potere vi abbia reso pazzo!" "Certo! Hai mai provato ad essere pazzo senza potere? Non ti dà retta nessuno!" (I Simpson - Il film).

Risata dell'anno: "Noi sosteniamo vostra guerra di terrore!" (Borat!) - Menzione speciale per la suocera di Apocalypto.

Film peggiore dell'anno: La ricerca della felicità.

Film più deludente dell'anno: The Illusionist.

Film rivelazione dell'anno: Hairspray e Hot Fuzz.

Migliore (e unica dai tempi di Scipione l'Africano) scena d'azione in un film italiano: l'inseguimento degli autobus in Notturno bus.

Premio Cosatifarei - categoria "taglia forte": Nikki Blonsky in Hairspray.

Premio Cosatifarei - categoria jailbait: Evanna Lynch in Harry Potter e l'Ordine della Fenice.

Premio Cosatifarei - categoria foot fetish: Sydney Poitier in Grindhouse - A prova di morte.

Premio Cosatifarei - categoria "se non fosse stato per te avrei chiesto indietro i soldi del biglietto": Haley Bennett (la similBritney buddista di Scrivimi una canzone).

Premio Cosatifarei - categoria "se fossi donna": l'intero cast maschile di Hairspray, compresi Christopher Walken e John Travolta vestito da grassona.

Premio Cosatifarei - categoria "se fossi gay": l'intero cast maschile di 300.

Cattive dell'anno: Imelda Staunton in Harry Potter e l'Ordine della Fenice e Michelle Pfeiffer in Hairspray.

Scena dell'anno: l'assassinio del tassista in Zodiac.

Attore dell'anno: Ulrich Mühe in Le vite degli altri (un po' a compensazione del fatto che il film mi è piaciuto, sì, ma in top ten francamente non ce lo vedo: ma forse non l'ho capito bene io).

Battuta che poteva dire solo Samuel Jackson: "E' una fottutissima stanza del male" (1408).

Product placement più fastidioso, per quanto benintenzionato: il logo del World Food Program in Blood diamond - Diamanti di sangue.

Miglior scena in un film mediocre: la nascita di Sandman in Spider-Man 3.

Film che non è piaciuto ai cineblogger ma a me sì, il che dimostra che io non sono un cineblogger: Molto incinta.

Film che a me non è piaciuto ma ai cineblogger sì, il che dimostra ecc. ecc.: Paranoid Park.

Premio 8 Mile all'attore che pensavo fosse scarso e invece no: Vincent Cassel in La promessa dell'assassino.

Premio eMule ai film che non ho visto e vorrei recuperare: nessuno in modo particolare. Un po' Espiazione, che vedo sbucare ovunque nelle top ten americane; un po' Inland Empire anche se penso che mi sentirò preso in giro; un po' anche La ragazza del lago.

Miglior film in assoluto visto quest'anno: Jules e Jim (me ne vergogno un po' perché capisco che è un melodrammone, ma è fatto benissimo).


mercoledì, 12 dicembre 2007

Generations

La prima parte della seconda stagione di Heroes non è niente male. Mi ero lamentato di qualche lungaggine nella parte centrale, ma dopo Cautionary Tales sarei quasi andato a Los Angeles per salutare Tim Kring con la mia faccia sotto i suoi piedi (e non gli avrei chiesto neanche di stare fermo, si poteva muovere quanto gli pareva).

Le due puntate successive sono forse un po'figlie della fretta di chiudere le vicende principali prima del blocco per lo sciopero, ma sono comunque buone. In particolare mi piace molto il nuovo personaggio di Elle: mi spiace per i fan di Veronica Mars ma Kristen Bell è davvero un acquisto notevole.


martedì, 11 dicembre 2007

La fonte del genio

Visti i noti precedenti, e anche la più recente gag del "Giulianone" che ricorda curiosamente il santorum (vi consiglio di non approfondire se non apprezzate l'umorismo legato alle secrezioni corporali), non è che per caso il vero motivo della sospensione del programma di Luttazzi è lo sciopero degli autori televisivi americani?


martedì, 04 dicembre 2007

Prima le donne e i bambini

Vedendo la prima puntata della seconda stagione di Heroes ho deciso che Molly Walker sarebbe stata la mia fidanzatina delle elementari ideale. La mia fidanzatina attuale ideale si conferma ovviamente Claire Bear, che Four Months Later dovrebbe essere grosso modo-circa-praticamente-quasi maggiorenne.

Vedendo la seconda puntata mi sono reso conto che nei serial americani è ormai prassi cogliere ogni minimo pretesto per mostrare uomini bellissimi a torso nudo, a mo'di reclame di Dolce&Gabbana. Si vede che i maschi eterosessuali americani la sera vanno tutti a giocare a bowling.


venerdì, 16 novembre 2007

Carina, ma niente di che

Continuando questa metafora, invece, con le due puntate finali della prima stagione di Heroes sarei andato al cinema, e poi le avrei riportate a casa dandole giusto un bacetto sulla guancia.

Perché, insomma, bello, tragico, commovente, come no, però qualche buchetto nella sceneggiatura c'è eccome; o magari non ho capito io, e mi date una mano (le barre gialle sono in ROT13, ovviamente):

  • Pbzr nirin tvà frtanyngb n fhb grzcb znr*, crepué Crgre aba chb ibynefrar ivn qn fbyb r un ovfbtab qv Anguna? Han fcvrtnmvbar è fgngn qngn: dhnaqb Crgre creqr vy pbagebyyb qryyn enqvbggvivgà aba chò hfner arzzrab tyv nygev cbgrev. Creò cre v zvrv thfgv è ha cb'gebccb fbggvyr r pbzbqn; tvà ub snggb sngvpn n znaqne tvù y'vqrn pur Crgre cbffn fbceniivirer nyyn cebcevn rfcybfvbar (framn qv pur vy fnpevsvpvb qv Anguna fneroor fgngb qry ghggb vahgvyr: onfgnin pur dhnyphab ceraqrffr yn cvfgbyn n Pynver r gvenffr ha pbycb n Crgre).
  • Nierv ibyhgb pur sbffr cvù cvù puvneb pur pbfn sn fì pur yr pbfr svavfpnab orar (pbzr va UgFnRZ) namvpué znyr (pbzr va 5LT): vafbzzn, pur pbfn è pnzovngb pur un snggb fì pur Flyne aba sbffr va tenqb qv evtrarenefv.
  • Nierv ibyhgb pur ary svanyr nirffr ha ehbyb cerzvaragr Pynver, namvpué yvzvgnefv n cvntahpbyner pba yn cvfgbyn va znab: aba fbyb crepué zv cvnpr, zn crepué pbfì yb fybtna "Fnyin yn purreyrnqre, fnyin vy zbaqb" nieroor nihgb ha fvtavsvpngb. Tvà noovnzb ivfgb va 5LT pur fv chò fnyiner yn purreyrnqre r aba fnyiner vy zbaqb, ben noovnzb ivfgb pur fv chò fnyiner vy zbaqb framn pur yn purreyrnqre snppvn han znmmn. Vafbzzn, v pbagv aba gbeanab.
  • Oryyn r bevtvanyr y'vqrn pur yn pngnfgebsr aba fvn cebibpngn qny pnggvib pur ihbyr nzznmmner ghggv, zn qny ohbab pur creqr vy pbagebyyb qrv cbgrev. Creò Flyne ary svanyr pur pv snprin? Zv è frzoengb pur ibyrffr hppvqrer Crgre cre srezner yn pngnfgebsr r ceraqrefrar vy zrevgb, pvbè yb fgrffb pur ibyrin sner Pynver. Nyyben fr n sneyb è han purreyrnqre ovbaqn r pnevan è ha rebvan gentvpn, fr yn fgrffn pbfn yn sn ha bebybtvnvb pba tyv bppuv qn cnmmb è ha nffnffvab? Aba inyr!
  • Anguna pnzovn vqrn gebccb snpvyzragr: cevzn fcvnaner zrmmn Arj Lbex tyv frzoen han sbyyvn, cbv yn znzzvan yb pbaivapr pur ghggb fbzzngb un v fhbv yngv cbfvgviv, cbv nyy'hygvzb fr yn sn fbggb r yb vzcrqvfpr. Vafbzzn, ha syvc-sybc crttvb qv Wbua Xreel.

Non fraintendetemi, Heroes mi è piaciuto moltissimo, soprattutto per la recitazione e lo sviluppo psicologico dei personaggi, e continuerò a seguirlo; semplicemente mi pare che al momento di tirare i fili ne abbiano lasciato qualcuno pendente. Peccato.


venerdì, 09 novembre 2007

Valeva la pena aspettare

Se le ultime due puntate di Heroes fossero state appena appena più fighe me le sarei portate in un motel per farci del sesso.


venerdì, 19 ottobre 2007

E' importante la pupuuuu'...

Scrubs, arrivato alla sesta stagione, mostra indubbiamente alcuni segni di stanca. Ma ogni tanto tira fuori ancora qualche puntata per cui vale la pena mettere in movimento l'equino da soma ibrido per vedere la versione originale. Il musical di ieri, ad esempio, era di questo tipo: e il bello è che, più o meno, può davvero succedere.


venerdì, 07 settembre 2007

Su Heroes

Un commento più completo da uno che in inglese non l'ha mai visto:

  • E' X-Men, ma con l'introspezione psicologica: idea semplice, realizzata bene.
  • Peter non ci capisce una mezza fava; ma magari quello è il suo bello.
  • Nathan è meravigliosamente inquietante; ovvio che alla fine venga fuori che è cattivo, ma più tirano in lungo l'ambiguità meglio è.
  • Dopo Lost, un altro serial per signora: mucchi e mucchi di uomini bonissimi, appena diluiti da due-donne-due (di cui una sotto l'età del consenso). Speriamo almeno che non le ammazzino.
  • Non puoi chiamare un cane "Mr. Muggle" e poi lamentarti che lo traducono "Signor Babbani." E' colpa tua.
  • Hiro è ME-RA-VI-GLIO-SO (YATTAAAAA!!!)
  • Ma Hayden Panettiere (a proposito, fantastica la disinvoltura con cui porta un cognome così; un'attrice italiana nata Panettiere correrebbe a cercarsi uno pseudonimo), nella vita reale, è maggiorenne? Perché sarei curioso di sapere se quelle cose che mi vengono in mente ogni volta che appare sullo schermo sono del tutto legali.


mercoledì, 01 agosto 2007

Quel che rimane

Mentirei se dicessi di essere un grande esperto dell'opera di Ingmar Bergman e Michelangelo Antonioni. Del primo conosco poco, e vorrei conoscere di più; del secondo conosco poco, e quel poco non mi ha fatto venire una grandissima voglia di vedere altro. Ma per ciascuno c'è qualcosa che mi è rimasto particolarmente impresso: di Bergman la scena de Il posto delle fragole, in cui riesce a strappare una risata con una battuta come: "Allora? Dio esiste o no?"; di Antonioni, la sequenza di Deserto Rosso girata sull'isola di Budelli, una delle cose più belle che ho mai visto su uno schermo.