
Spero di farcela a passare il confine.
Spero di vedere il mio amico e stringergli la mano.
Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni.
Spero.
(Red, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, S. King)
venerdì, 09 maggio 2008
Trent'anni fa Avevo sei anni il giorno in cui morì Aldo Moro, e c'è una cosa che mi ricordo distintamente: il segretario della Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini che piangeva di fronte ai microfoni dei telegiornali. Mi sembrava impossibile che quei signori adulti, sempre seri e compassati che vedevo in televisione potessero mettersi a piangere, addirittura in pubblico.
martedì, 08 aprile 2008
Fiaccola ad ostacoli Intanto rassicuriamo sull'integrità simbolica della fiamma olimpica: per quanto la fiaccola possa essere spenta, il fuoco acceso ad Olimpia è custodito in lanterne da minatore che seguono il tedoforo nel furgone di appoggio, dalle quali se necessario si riaccende la fiaccola (lo so, suonano come minchiate di spiritualismo neopagano: ma è quello il suo bello). Su quello che è avvenuto a Londra e Parigi sono piuttosto combattuto: vorrei che si protestasse in occasione del passaggio della fiaccola, non contro il passaggio della fiaccola; e le immagini dei tedofori aggrediti non si possono vedere. Però probabilmente niente di meno sarebbe riuscito a smuovere il serafico Jacques Rogge dal suo insopportabile "tutto va ben, madama la marchesa".
venerdì, 04 aprile 2008
SI! PUO'! FARE! Arrivo in piazza Garibaldi in orario: è ancora semivuota, con un po'di militanti che mi offrono il manifesto con lo slogan alla Frankenstein Junior. Rifiuto: rispetto e anche approvo l'entusiasmo altrui, ma sono venuto per ascoltare, non per fare coreografia. Alle otto in punto, puntualissimo, esce un tizio che annuncia che Veltroni arriverà un'ora in ritardo: mi domando se invece con Fini, che si esibisce contemporaneamente a un chilometro di distanza, i pullman arrivino in orario. Faccio in tempo a prendere una pizza al taglio, e intanto la piazza si riempie. Veltroni, puntuale sul ritardo, è attorniato dai maggiorenti regionali del PD, tra cui Renato Soru: impettito, rigido, non applaude mai, saluta quelli che scandiscono il suo nome quando Veltroni lo cita, ma nemmeno lì sorride. Veltroni è presentato da una ragazza, che ha un nomento d'estasi quasi nordcoreano ("io quando ti guardo vedo un leader...") Mi pare un po'stanchino, il Walter, e fa un discorso discreto ma non entusiasmante. Per essere un politico non prende in giro la gente nemmeno troppo (il caso più clamoroso quando ricorda la storia del Porcellum "dimenticando" che la maggioranza di centro-sinistra non l'ha toccato in due anni), però ripete i soliti esempi che gli ho già sentito dire in televisione (l'ormai mitica terza corsia della Cattolica-Fano). Mi piacerebbe qualche riferimento in più alla situazione della Sardegna, e sul problema del precariato ottiene gli applausi più forti: sembra indulgere alla nostalgia di un'era del posto fisso che sa benissimo che non può tornare, ma la sua proposta è abbastanza realistica. Il tic di parlare di Berlusconi senza nominarlo è un po'grottesco, eppoi che noia "il maggiore esponente dello schieramento avversario"! Lo chiami direttamente "l'Oscuro Signore" o "Voi-Sapete-Chi". Mi diverte la piccola idea di un fondo pubblico per le cure odontoiatriche, ma l'idea più forte è sicuramente quella di una maggioranza di un solo partito, e la fine di riti muffiti come vertici di maggioranza e verifiche. Poi magari non ci riesce, ma fa bene a provarci.
martedì, 18 marzo 2008
Sangue sul tetto del mondo Il bello delle Olimpiadi non è che si svolgono in un mondo fatato dove va tutto bene: è proprio che si svolgono in questo mondo brutto e cattivo dove tantissimi popolisono governati da dittature, cosa che cerchiamo di dimenticarci troppo spesso. Esistono precedenti nei quali l'assegnazione delle Olimpiadi ha contribuito al processo di democratizzazione di un Paese, e questo la sanno sicuramente anche i Tibetani, che approfittano dei riflettori che in questo periodo sono accesi sulla Cina per attirare l'attenzione sulla loro causa dimenticata; senza le Olimpiadi la repressione ci sarebbe stata lo stesso, ma non se ne sarebbe parlato più dopo pochi giorni, come per il Myanmar. Si parla molto, e a sproposito, di boicottaggio, come se fosse la prima cosa a cui pensare. Per me, le Olimpiadi sono sacre: boicottarle è possibile, ma solo in casi estremi, tragicissimi e dopo che ogni altra strada sia stata tentata. E' ridicolo e ipocrita parlare di boicottare le Olimpiadi, che fa impressione ma non costa nulla, ma non di imporre sanzioni economiche e commerciali, che rischia di danneggiare qualche portafoglio anche in casa nostra. Con questo non voglio dire che si debba far finta di niente: è ancora possibile che le Olimpiadi diventino un fattore di progresso per i diritti umani in Cina, ma più che i singoli Stati, che la propaganda cinese potrebbe facilmente accusare di ingerenza, ora dovrebbe muoversi il legittimo padrone dei Giochi. Il Comitato Olimpico Internazionale dovrebbe premere sulla Cina ricordandogli che le Olimpiadi non si possono svolgere con i carri armati sullo sfondo, e che se la repressione non cessa tutte le ipotesi sono possibili, compresa quella di togliere i Giochi a Pechino.
sabato, 01 marzo 2008
Io, proprio il contrario All'opposto esatto di Luca Sofri, il sottoscritto si è abbastanza convinto a votare per il Partito Democratico, perché ritiene che, per quanto non sempre lineari e univoci, alcuni passi avanti in un percorso di modernizzazione e semplificazione ci siano e vadano incoraggiati (e ve lo dice uno che di Veltroni non aveva stima, ed è sinceramente sorpreso delle sue mosse). E pensa anche, paradossalmente, che un'elezione quasi certamente persa sia il momento migliore per tentare un cambiamento: il progetto di Veltroni è meglio realizzabile facendo un'opposizione seria e compatta ad una destra incartata da una legge elettorale antigovernativa, che essendo costretti a governare imbarcando tutti come al solito. E credo che Veltroni stesso la pensi proprio così.
lunedì, 25 febbraio 2008
Sobrietà Tra i graffiti che fiancheggiano la strada che percorro per andare al lavoro, da alcuni giorni campeggia un enorme "UCCIDIAMO I PARLAMENTARI".
martedì, 12 febbraio 2008
Quando suona il telefono alle otto di mattina di domenica, e il prefisso è quello del posto in cui vivono i parenti che senti di rado, puoi stare sicuro che non sono buone notizie. Ciao, zia.
sabato, 12 gennaio 2008
Su re de s'aliga A questo punto tocca proprio a me parlare dell'immondizia napoletana, dopo che la decisione di scaricarne una parte nella mia isola ha creato surreali scenari di guerriglia urbana e suburbana, con l'incredibile alleanza fra il sosia di Bin Laden anarco-indipendentista e il figlioccio belloccio del Berlusca, affratellati dalle manganellate e dal furgone cellulare. In linea di principio non sono contrario all'idea che tutti, Sardegna compresa, contribuiscano a risolvere questo immenso pasticcio, ma capisco anche chi se l'è presa, perché nel modo in cui la cosa è stata gestita c'è tutto Renato Soru: la sua pretesa di essere il primo della classe, il suo decisionismo autocratico, la sua cultura aziendalista per cui è inutile perder tempo a spiegare le proprie decisioni, tanto lui è il padrone e alla fine farà come gli pare. Tutto questo ha consentito a Soru di ordinare di caricare le navi quando gli altri Governatori erano ancora impelagati in seccanti procedure burocratiche come consultare la propria maggioranza, i Consigli Regionali e le amministrazioni locali. Particolarmente odiosa ho trovato la retorica per cui quella di Soru sarebbe una decisione dettata dalla solidaretà, di cui essere orgogliosi. Io la solidarietà la riservo a chi è stato colpito da una disgrazia: chi si trova in un'emergenza in cui ha fatto di tutto per ficcarsi non può pretendere che siano gli altri a risolvergli il problema, soprattutto non gratis. Se Soru avesse spiegato il suo zelo inceneritorio dicendo chiaro e tondo che ne aveva ricavato un mucchio di soldi, lo avrei applaudito: è un business, in Germania importano da anni immondizia campana, e i treni non sono accolti da manifestanti inferociti. Così, invece, è impossibile non sospettare che abbia pensato a farsi bello nel Partito Democratico aiutando qualche suo importante esponente a salvare la faccia.
venerdì, 11 gennaio 2008
Sulla notizia A mio parere le notizie più importanti avvenute in italia nel periodo recente sono state la strage della ThyssenKrupp e l'emergenza rifiuti a Napoli. Mi pare proprio che nei blog di questi argomenti si sia discusso molto meno di quanto meritassero. Certo, anch'io sul mio blog scrivo assolutamente quel che mi pare: ma almeno io non vado in giro a dire che voglio cambiare il Paese.
martedì, 08 gennaio 2008
La questione infinita Sarebbe bello, utile e molto interessante discutere dell'aborto, se a discutere ci fosse solo gente come Marco, di cui condivido buona parte di ciò che dice: mi azzarderei a spiegare, magari, che io sono contrario all'aborto (e spero che non sia favorevole nessuno, nemmeno chi abortisce), ma favorevole a che l'aborto sia legale, che è un altra cosa. Ma so benissimo quanto sarebbe difficile mantenere serena e costruttiva una discussione del genere: e allora penso che sia meglio tenersi la legge 194, e sperare che nelle scuole e nelle famiglie ci siano tante persone come Marco a formare le coscienze.
mercoledì, 19 dicembre 2007
Senza essere eroi Nelle ultime due settimane mi è capitato di dover mandare tre telegrammi di condoglianze, e so che mi capiterà sempre più spesso perché, insomma, il tempo passa e nessuno ringiovanisce. E mi viene in mente un pezzo di How To Stop an Exploding Men: la visione di Peter, in cui lui assiste ad un dialogo fra il sè stesso passato e Simone. PETER: This may sound strange, but... your father's last few weeks, his death... it could be beautiful if you let it be. SIMONE: Sure, a piece of cake. PETER: I'm not saying it's not tragic for you. I'm just saying... you know, death is the one thing that connects us all. Reminds us that's what really important is who we've touched, and... you know, how much we've given. Makes us realize that... we have to be good to one another. See, your father... he's the real hero. Not me.
lunedì, 26 novembre 2007
Il destino è un pessimo sceneggiatore Parlando dell'azienda in cui lavoravo fino al luglio passato, ho già accennato al suo presidente. E' un uomo che ha responsabilità gravissime nella situazione in cui l'impresa è precipitata, ma indubbiamente è un personaggio come pochi: 66 anni e l'energia di un trentenne, è diventato imprenditore ad un'età in cui solitamente si va in pensione, e ha guidato l'azienda dicendo sempre di dover combattere contro nemici di ogni tipo, alcuni veri, altri forse immaginari, tutti testardamente cercati. Anche chi non lo ama gli riconosce la capacità di risollevarsi da botte che avrebbero schiantato un toro: il modo di risollevarsi era, solitamente, non pagare gli stipendi (a me deve ancora diverse mensilità, e la cosa è in mano agli avvocati), ma il fatto che sia comunque riuscito a resistere in questo modo per anni, senza dimissioni di massa, testimonia sicuramente della nostra pazienza ai limiti della pirlaggine, ma anche del suo indubbio carisma. Il figlio maggiore è amministratore delegato dell'azienda, e i loro rapporti sono notoriamente pessimi; e qualche volta avevo visto la figlia più piccola, appena diciassettenne, una ragazzina dall'aria timida e malinconica: sapevo che aveva seri problemi di salute. E' insomma un personaggio da film, solo che questo tipo di film solitamente non si sa come finirli: la scelta più banale, di solito, è infilarci una morte tragica. Sabato scorso è andato a prendere la figlia all'uscita del liceo, sulla sua moto di cilindrata 1100: coerentemente col suo carattere, è uno che corre, e alcuni colleghi che erano andati in viaggio di lavoro con lui sono tornati spaventati. Per tornare alla villa di famiglia devono percorrere una delle strade più pericolose della Sardegna; tenta un sorpasso azzardato, si trova la strada sbarrata, la strada è bagnata, la moto è pesante, e i riflessi non sono più quelli di un giovane. Cadono. Lui riporta diverse fratture, le sue condizioni sono serie ma non sembra in pericolo di vita. La figlia muore sul colpo.
lunedì, 12 novembre 2007
La stupidità come potenza cosmica La prima cosa che voglio dire, banalmente, è che mi dispiace per Gabriele Sandri, a cui è toccato di morire senza un motivo a ventotto anni, e che è necessario che le responsabilità della sua morte siano chiarite e punite adeguatamente. Ma questa è la parte facile. La seconda cosa è che, come scrive giustamente D'Avanzo, la gestione mediatica di questa vicenda è stata vergognosamente dilettantesca. La morte di Sandri non ha nulla a che fare con la violenza nel calcio, non è stata nemmeno una di quelle demenziali battaglie all'autogrill fra torpedoni carichi di animali che si incontrano mentre vanno a partite diverse: erano quattro persone che hanno scazzato con altre quattro, e pare che nemmeno gli agenti l'avessero identificata come una rissa fra tifosi. Sandri era un tifoso come lo sono io, uno che si compra il biglietto individualmente e va allo stadio in macchina con qualche amico, e ciò che è avvenuto sarebbe potuto avvenire anche se fosse andato a Milano per un colloquio di lavoro o allo SMAU, e avesse litigato per un sorpasso azzardato. Invece, per motivi inspiegabili se non con l'umana imbecillità, si è voluta attribuire all'episodio una "matrice calcistica" quasi del tutto inesistente, con l'unico risultato di fornire pretesti alla guerra personale dei neandertal delle curve contro la polizia: si è regalato un martire ai teppisti, per di più uno che teppista non era nemmeno. La domenica di terrore e la guerriglia urbana, stavolta, le si è pervicacemente cercate, e anche le settimane prossime temo che ci sarà una tensione molto pesante. Che le curve siano popolate di delinquenti è triste ma ormai risaputo: che quelli pagati per combatterli, ai più alti livelli, siano dei cialtroni è invece una tragica novità.
martedì, 16 ottobre 2007
E le secondarie? C'è una cosa che non mi è chiara: che io sappia, e come si conferma qui, si chiama "elezioni primarie" una competizione elettorale con la quale gli elettori di un partito scelgono il loro candidato per una elezione successiva. Ora, quale sarebbe l'elezione successiva per la quale Walter Veltroni risulta candidato? Le prossime elezioni politiche, che tutti giurano su sette Bibbie che ci saranno non prima di quattro anni? E agli altri partiti della sinistra gliel'hanno spiegato che in queste elezioni si sceglieva il loro prossimo candidato premier? Intanto in Sardegna sta finendo a pesci in faccia.
lunedì, 08 ottobre 2007
Signor ministro, glielo spiego piano piano... Dunque, se qualcuno le venisse a dire che i gas di scarico della macchina sono una cosa bellissima, lei lo guarderebbe, ovviamente, come un pazzo: i gas di scarico fanno schifo, però la macchina mi serve, è impossibile farla camminare senza produrre gas di scarico, e allora mi tocca sopportarli. La differenza fra una cosa bellissima e un male necessario è che della prima ne voglio il più possibile, del secondo il meno possibile. Perché vede, quando l'opposizione dice che il governo si divertite a mettere le mani nelle tasche degli Italiani, io mi sforzo di non credergli, perché anche questo è qualunquismo antipolitico, e del peggiore: ma anche lei, cerchi di aiutarmi.
sabato, 29 settembre 2007
Questo blog qualcosa di rosso l'ha sempre indossato.
venerdì, 07 settembre 2007
Nel mio condominio una donna si è buttata dalla finestra.
giovedì, 14 giugno 2007
Il gelato, le banche e la democrazia Per carità, le lotte agli sprechi, agli intrecci politico-finanziari, alla classe dirigente come casta, sono tutte cose giustissime, sacrosante e assolutamente utili. Purché ci si ricordi, ogni tanto, che la democrazia non l'ha inventata Dio: l'hanno inventata gli uomini, e come tale ha dei difetti. La classe politica che si vede come una classe chiusa e privilegiata (dove "si" è riflessivo, non impersonale) e i rapporti non trasparenti con i poteri economici sono problemi che, in vari gradi, esistono in tutte le democrazie del mondo. Paradossalmente potremmo dire che l'esistenza di questi problemi è segno di democrazia, proprio perché sono problemi tipici del sistema democratico, non di altri. E' giusto tentare di alleviarli, ma sapendo capire quali delle misure che vengono proposte avrebbero l'effetto di rendere un sistema politico meno democratico, non di più: sapete, quella vecchia storia dell'acqua sporca col bambino dentro. In fondo è proprio con gli appelli all'antipolitica che sono nate le straordinarie fortune elettorali del partito socialista nazionale nella Germania degli anni '30 (sì, reductio ad Hitlerum: credete che abbia tenuto un blog per cinque anni senza imparare nulla?)
mercoledì, 30 maggio 2007
Memorial 16 apr 2007 20.50 18 apr 2007 6.03 27 apr 2007 10.02 Le pagine myspace delle vittime della strage alla Virginia Tech.
If you are ok PLEASE let me know.. I really hope you are safe Dan. I'm thinking of you.
Dan you were an amazing person to get to know...
hey dan hows heaven? ill bet youre sitting indian style strumming your martin.
lunedì, 28 maggio 2007
Fermatevi un attimo! Giovanni Battista Pinna è stato liberato. Francamente non ci speravo più.
