American Beauty

Spero di farcela a passare il confine.
Spero di vedere il mio amico e stringergli la mano.
Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni.
Spero.
(Red, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, S. King)

giovedì, 08 maggio 2008

Splatter tennis

Sono a casa di un mio amico che ha Sky: accendiamo sugli Internazionali di tennis, e vediamo che Nadal le sta prendendo sode da Ferrero. Il tizio di Sky ci spiega che Nadal va scusato perché soffre di un'infezione alla vescica, e si dilunga sul fatto che la sera prima è stato necessario raschiargliela per eliminare del pus. Io e il mio amico rabbrividiamo per solidarietà, come tutti i maschietti che sentono che un proprio simile ha dei problemi alle parti basse.

Finché Nadal ad un cambio di campo crolla su una sedia e chiede l'assistenza del medico, e il commentatore dice che il medico dovrà intervenire sulla vescica. Ci guardiamo sbigottiti, convinti di stare per assistere ad un intervento chirurgico alle vie urinarie in diretta dal campo centrale del Foro Italico.

E infatti il medico si avvicina a Nadal, gli toglie scarpa, calza e una benda, e gli disinfetta la vescica che ha sotto la pianta del piede.

Sospiro di sollievo.


lunedì, 14 gennaio 2008

L'amputato avvantaggiato

Enorme stima per le imprese sportive e umane di Oscar Pistorius, per carità. Ma credo che sia giusto che non gli sia consentito di correre le Olimpiadi insieme ai normodotati, anche se avrei espresso le motivazioni in maniera diversa.

Lo sport si basa sul principio per cui i partecipanti devono compiere tutti lo stesso gesto tecnico; dire che Pistorius è "avvantaggiato" dal non avere le gambe suona ridicolo e anche un po'offensivo, ma è indubbio che il suo modo di correre è totalmente diverso: questo articolo mostra ad esempio che il modo in cui Pistorius distribuisce lo sforzo è del tutto anomalo rispetto a quello dei quattrocentisti normodotati. Insomma, fa un altro sport, un po'come uno che volesse giocare a tennis con una mazza da baseball: è inutile fare complicati calcoli per capire se è avvantaggiato o svantaggiato, perché è ovvio che il gesto tecnico è semplicemente troppo diverso.

Spero che Pistorius si "accontenti" di vincere i Giochi Paralimpici, ai quali porta certamente anche molta attenzione mediatica. Penso che sia più utile allo sport per disabili un grande campione piuttosto che una divisione fra disabili forti che gareggiano con i normodotati e disabili un po'più scarsi che fanno le Paralimpiadi.


sabato, 17 novembre 2007

Un post antipatico e sciovinista

E adesso ringraziaci, cialtrone.


lunedì, 05 novembre 2007

Coast to coast

Antonio Cromartie dei San Diego Chargers segna un touchdown dopo una corsa di 109 yards e 7/8, ritornando un fallito tentativo di field goal. E' il gioco più lungo nella storia dell'NFL, e probabilmente  resterà tale per un bel po'di tempo, considerato che il massimo possibile è 110 yards.

Cromartie deve ringraziare indubbiamente lo special team dei Minnesota Vikings, che evidentemente stavano già pensando al tè caldo, ma comunque non è un'impresa da poco.


lunedì, 03 settembre 2007

Uno schifo. Ma di carattere.

Ero allo stadio di Cagliari, ieri pomeriggio. E tornato a casa ho trovato piuttosto fuori luogo i peana dedicati ovunque alla Juventus, con abbondanza di metafore testicolari. La Juventus ha giocato contro una squadra che punta alla salvezza e ne è stata dominata: ha segnato tre gol con tre tiri, su ciascuno dei quali c'è stato un generoso aiuto della difesa del Cagliari; ha subìto per tutto il secondo tempo, salvandosi in molte occasioni solo grazie alle prodezze di Buffon, e anche relativamente agli errori arbitrali c'è stato un sostanziale equilibrio (il primo rigore indubbiamente non c'era, ma sto aspettando che qualcuno mi spieghi l'espulsione di Del Grosso e la punizione da cui è nato il gol del 3-2). Insomma, fossi al posto di Ranieri sarei più preoccupato che entusiasta. Al posto di Giampaolo, invece, prenderei a sberle portiere e difensori.


mercoledì, 16 maggio 2007

Tappa di pianura

Mio padre ha visto il Giro d'Italia sullo Stelvio, fra due muri di neve così alti che ci dovette scavare per poter parcheggiare la sua Lambretta fuori dalla strada, e Gino Bartali che saliva maledicendo il giorno in cui era nato e quello in cui aveva cominciato a correre. Ma non ha visto le ragazze dell'Estathè sul Segway.

Il ciclismo è indubbiamente uno sport che si vede meglio in televisione che dal vivo: andarlo a vedere sulla strada vuol dire stare fermi al sole per ore per poi vedere pochi secondi di gara. Però almeno una volta è una cosa che va fatta. Quando arrivo in via Roma non c'è nemmeno molta gente, complice la giornata feriale, e riesco a piazzarmi a dieci metri dal traguardo. L'attesa è allietata da un esagitato DJ di Radio105, da un'esibizione ciclistica per beneficenza di Gianfranco Zola e Mauro Esposito (andavo in bicicletta meglio io a quattro anni) e soprattutto dalla carovana: una colonna di auto degli sponsor, che precede la corsa di circa un'ora, e da cui scende la più impressionante sfilata di pezzi di gn splendide ragazze che il vostro affezionatissimo abbia mai visto dal vivo, che distribuiscono gadget di ogni tipo; la maggior parte stupidi (il deodorante per auto a forma di maglia rosa Vaio), alcuni cervellotici (il sacchetto rosa termoisolante per tenere fresca una bottiglia da mezzo litro, marcato Gazzetta dello Sport), pochissimi di una qualche utilità (il berretto floscio Skoda è brutto come il peccato, ma mi ha salvato da un'insolazione).

Ciclismo se ne vede per gli ultimi quaranta minuti circa, quando Radiocorsa ci racconta la mezza impresa dei tizi che sono andati in fuga alla partenza per essere ripresi a tre chilometri dall'arrivo. Il gruppo arriva compatto, e io scelgo di guardare anziché fotografare (fare entrambe le cose è notoriamente impossibile): dopo tre ore di attesa ciò che vedo della corsa sono cinque secondi di un missile azzurro che taglia il traguardo a velocità disumana, e un po'di gente dietro che ha capito che oggi non ce n'è per nessun altro; più tardi vedrò in televisione il missile che piange, e questo me lo rende un po' più umanamente simpatico. La cosa più bella sono i gregari della Milram che arrivano in coda al gruppo ma a braccia alzate, come se avessero vinto.


mercoledì, 18 aprile 2007

Go east

Se fossi stato Platini, essendo stato eletto per dare un segnale di attenzione verso le Federazioni UEFA meno ricche e in particolare quelle dei Paesi ex-comunisti, avrei fatto esattamente quello che ha fatto.


lunedì, 23 ottobre 2006

Il ragioniere va in pensione

In vita mia ho visto dal vivo un solo Gran Premio di Formula Uno, quello di Monza nel 2000. Schumacher vinse, e fu la prima di quattro vittorie consecutive con le quali superò Hakkinen e riportò il campionato mondiale alla Ferrari dopo vent'anni (e ti sia lieve la terra, Paolo). In quell'occasione vidi una cerimonia che in TV non viene mostrata mai; prima di disporsi sulla griglia di partenza, i piloti salgono su un camion scoperto e fanno tutto il giro del circuito per salutare il pubblico. L'incitamento più frequente che veniva dedicato a Schumacher era del genere: "Falla correre quella macchina, crucco di merda!"

Ho ripensato a quell'episodio rileggendo il bellissimo post di Suzukimaruti, che condivido completamente. I fan misogermanici di quel pomeriggio di sei anni fa sono solo un esempio dei tantissimi antipatizzanti di Schumacher che ho incontrato in questi anni, che lo accusavano di tutto: di non aver imparato l'italiano, di non volere un pilota italiano come compagno di squadra, di stare alla Ferrari solo perché era la macchina migliore, di essere troppo calcolatore, di non fare ciao ciao con la manina ai tifosi.

E' che sono abituati male: Schumacher era totalmente refrattario al carattere mitico e gladiatorio della Formula Uno, lontanissimo dall'alone leggendario di un Senna o di un Villeneuve: considerava il suo come un semplice lavoro, in cui era pagato solo per vincere, e vincere sempre, comunque, il più possibile, era l'unico modo per farsi perdonare la sua antipatia. Vinceva con la cura dei dettagli e l'attenta pianificazione; sapeva anche lui rischiare il sorpasso impossibile, ma lo faceva solo dopo aver calcolato che ne valeva la pena.

Vinceva da studentello secchione, da ragioniere, il più grande ragioniere di tutti i tempi. A me, a cui stava simpatico proprio perché non si sforzava minimamente di esserlo, mancherà molto.


venerdì, 13 ottobre 2006

Oh my goodness!

Spettacolosa cappella del portiere inglese Paul Robinson in Croazia-Inghilterra di due giorni fa.

Riguardatela, Robinson non fa neanche vento al pallone.


sabato, 26 agosto 2006

0.6 secondi alla fine

Voglio che risulti dalla testimonianza di Splinder: mi sono alzato alle sei e trenta di un sabato d'agosto, e non mi sono più riseduto. Ho le estremità gelate, le palpitazioni e il fiato corto. Ora torno a coricarmi: di dormire, con l'adrenalina alle stelle, temo che non se ne parli.

In ogni caso, grazie ragazzi.


martedì, 08 agosto 2006

Poca fantasia

Antonio Matarrese è stato eletto presidente della Lega Calcio. Di nuovo.


lunedì, 10 luglio 2006

Images and words

  • Le ore della vigilia passano nella ricerca delle coincidenze più assurde: sia nel'82 che nel 2006 abbiamo battuto i connazionali del Papa; tra il terzo e il quarto titolo del Brasile sono passati 24 anni, come fra il terzo titolo dell'Italia e oggi. Provo a spiegare che volendo si trovano altrettante coincidenze favorevoli alla Francia (Sofri mi da ragione).
  • I miei familiari parlano di verde petrolio o verde scolorito, ma io resto convinto che al balcone di un palazzo di fronte a casa mia sventoli l'unica bandiera francese di tutta la Sardegna meridionale.
  • Ahhh, la materazzata! Ahhh, il cucchiaio! in una finale mondiale! alla sua ultima partita! Quest'uomo è pazzo.
  • Materazzi! Giuro che l'ho detto che pareggiava lui! Giuro che l'ho detto!
  • Sinceramente, la Francia è l'unica squadra che ci ha messo sotto per lunghi tratti della partita.
  • Il cross di Sagnol, il colpo di testa di Zidane, la parata di Buffon: in due secondi, tre delle cose più belle di questo mondiale.
  • Mi dispiace per l'espulsione di Zidane: perché è un grande giocatore, ed è un peccato che lasci questo brutto ricordo. Ma soprattutto perché, così stanco e nervoso, sono certo che il rigore lo avrebbe sbagliato.
  • Quando vede Materazzi andare sul dischetto, mio fratello ci dà già per sconfitti. Io gli spiego che all'Inter i rigori ogni tanto li tira (ok, quanto a segnarli...). E invece lo mette!
  • Non ci crederete: nel momento esatto del rigore di Sagnol, in tutto il mio paesello il segnale televisivo sparisce. Per cinque drammatici secondi. E prima che sparisse avevo l'impressione che Buffon avesse intuito.
  • Quando Grosso va sul dischetto mio padre si gira. Al gol, io lancio un urlo ferino.

  • Voglio Fabio Cannavaro Pallone d'Oro, senza se e senza ma. Aspetto che sollevi la coppa, poi esco per la festa.
  • Il paesello è piccolo, e anche la festa è in proporzione, non a livelli metropolitani. Quella dell'82 me la ricordo più grande, ma sicuramente è perché ero piccolo io.
  • I bambini. I venticinquenni che hanno vissuto già una vita non breve senza sapere cosa significa essere campioni del mondo. Le ragazzine con la bandiera dipinta sul volto e l'abitino di raso tricolore. Gli SMS agli amici lontani. Due TIR carichi di gente esultante. L'Inno di Mameli cantato a squarciagola e in coro per la prima volta dopo il servizio militare.
  • Come già è avvenuto per la semifinale, un tizio sale sulla statua della piazza principale e si denuda integralmente. Un provvidenziale bandierone mi impedisce la vista della sua Coppa Rimet.
  • Secondo me neanche i White Stripes stessi si capacitano che una canzoncina banale come Seven Nation Army raccolga tutto questo entusiasmo. Per me, Song 2 tutta la vita.
  • Ultimo pensiero primo di addormentarsi sugli ultimi sproloqui di Mazzocchi: spiegare agli autori delle clip di Notti Mondiali (per il resto la cosa migliore della trasmissione) che la One vera è quella di Achtung Baby, non quella roba che gira adesso con una tizia che gorgheggia senza motivo apparente.
  • La mattina dopo, nella terra dei campioni del mondo c'è un silenzio da alba domenicale. E ci tocca andare a lavorare.
  • Un altro punto, in ritardo: non ho visto le interviste ai giocatori, ma da Leftwing apprendo che anche ieri i neo-campioni del mondo si sono abbandonati alle loro amate metafore endocrino-genitali. Gli suggerirei che in America si usa dire "un cuore grande come lo stadio": tanto per variare un po'la parte anatomica di riferimento.


giovedì, 06 luglio 2006

Vive la France

Sono felicissimo che in finale contro di noi sia arrivata la Francia. Non perché creda che sia un avversario più facile del Portogallo (anzi, al contrario), ma per fare una grande partita ci vuole un grande avversario. E poi con la Francia abbiamo diversi conti aperti: quale migliore occasione di una finale mondiale per regolarli?


mercoledì, 05 luglio 2006

Altro che 24

Io, ieri sera, quando ho visto partire il tiro di Grosso, ho pensato una solo cosa: 'gna pozzo fa'. Pare che ci stiamo specializzando in splendide partite brutte.

Quando il tiro è arrivato, la prima cosa a cui ho pensato è stata una notte di luglio di quando avevo dieci anni, e non ci capivo granché. La seconda, a quelli che quella notte non c'erano o non ricordano. La terza, a quelli che tifavano Ghana (tiè). La quarta, a scendere in strada, confondermi fra la folla e inneggiare alla statua di Carlo Felice imbandierata.


sabato, 01 luglio 2006

Lieto evento

Credo che di fronte alla prestazione di ieri della nazionale anche il più acceso critco di Lippi (che sarebbe barbalbero) non abbia nulla da dire. Vittoria sonante, dominio assoluto in tutti i settori e per quasi tutta la partita: notevole, soprattutto confrontato con i noiosissimi pareggi in attesa di rigori che sono stati gli altri due quarti di finale fin qui disputati. Dopo la partita abbiamo cercato di convincere una coppia di nostri amici in attesa di un bambino a chiamarlo Toni se è maschio e Zambrotta se è femmina.

Adesso, attendiamo i Krukki: io dico che se la stanno facendo sotto, a ragionissima. Dall'altra parete del tabellone tifo sfrenato per il Brasile, che si trova di fronte Francia e Portogallo, le squadre più antipatiche del pianeta.


venerdì, 30 giugno 2006

Piazzamento UEFA

Le quote di William Hill per la vittoria finale dei mondiali:

  1. Brasile 3.25
  2. Argentina 4.5
  3. Germania 5.5
  4. Inghilterra 6.5
  5. Italia 7.5
  6. Francia 12
  7. Portogallo 17
  8. Ucraina 51

Francamente io a questo punto non ho proprio idea di che previsioni fare.


martedì, 27 giugno 2006

Una splendida partita brutta

Effettivamente quando si incontrano due squadre tignose non è che ci si debba asperttare un grande spettacolo. Però nel primo tempo le occasioni le abbiamo create noi, e con Toni e Gilardino in forma campionato sarebbe stato 2-0. Dopo l'espulsione affrettata di Materazzi abbiamo fatto di necessità virtù, giocando come meglio sappiamo, di rimessa, e la partita è divenuta bruttissima e tesissima; ma a conti fatti l'Australia con il suo 60% di possesso palla non ha creato molte più occasioni di noi.

Quanto al rigore su Grosso (che comunque ha il merito di essersi fatto la sgroppata sulla fascia al 95', e di aver avuto la lucidità di "intuire" l'intervento scomposto di Neill, e ricordiamo che ha firmato per l'Inter), oggettivamente non c'era; ciò non toglie che l'arbitro, dalla sua posizione e vedendolo una volta sola, lo poteva dare; ciò non toglie che non c'era;  ciò non toglie che l'arbitro... (ripetere ad libitum).


sabato, 24 giugno 2006

Mondiali - Gironi eliminatori 4.

Girone G

  • IN: La Spagna è un'altra squadra che ha impressionato molto, giovane e talentuosa; potrebbero però pagare la mancanza di esperienza, e hanno da qui in avanti delle avversarie molto dure. Mi ha deluso l'Ucraina, che ha giocato bene solo con l'Arabia Saudita, ha Shevchenko in cattiva forma e un resto dell'organico mediocre: non penso più che possa essere la sorpresa.
  • OUT: La Tunisia meritava forse di più, ed esce dopo buone partite con Spagna e Ucraina: paga il pareggio con l' Arabia Saudita. Quest'ultima conferma un'ormai consolidata tradizione di essere la peggior squadra del mondiale.

Girone H

  • IN: Mi è piaciuta molto la Svizzera, una squadra giovane, tatticamente forte e al contrario di ciò che si può pensare anche fantasiosa. La Francia non credo che possa fare molta strada: dei giocatori vecchi, alcuni dei quali anche da giovani non erano 'sto granché, e che fa una fatica enorme a segnare.
  • OUT: La Corea del Sud, per vecchie ruggini, speravo perdesse 5-0 tutte le partite: invece devo ammettere che è stata una buona squadra, che ha giocato alla pari con Francia e Svizzera (ieri sera ad un certo punto c'è stata la possibilità di un Corea-Spagna agli ottavi: visto il precedente del 2002, un quarto di finale con un arbitraggio ancora peggiore di Italia-Corea, avrebbero dovuto chiamare i Caschi Blu). Il Togo ha fatto il suo dovere, tre sconfitte dignitose.

Gli ottavi: Spagna-Francia è in teoria l'ottavo più blasonato, ma da quel che si è visto fin qui la Spagna dovrebbe essere nettamente favorita. A meno di uno scatenarsi Shevchenko la Svizzera dovrebbe battere l'Ucraina, ed eventualmente incontrare l'Italia ai quarti.


venerdì, 23 giugno 2006

Mondiali - Gironi eliminatori 3.

Girone E (cioè il nostro)

  • IN: Diciamoci la verità: non siamo una grande squadra, di quelle che giocano un calcio spettacolare ed impongono il proprio gioco a tutti gli avversari. Il fatto è che semplicemente non abbiamo le individualità per esserlo, e sarebbe sbagliato accorgersene adesso: andate a vedere le classifiche del Pallone d'Oro degli ultimi anni e vedete dove sono gli italiani; ricordate che per rinforzare il centrocampo abbiamo dovuto naturalizzare Camoranesi: Camoranesi, non Kakà. La mia sostanziale soddisfazione per le prestazioni dell'Italia deriva dal fatto che realisticamente non mi aspettavo di più: la nostra dimensione è quella della squadra tignosa, con un'ottima difesa (nessuno è riuscito a farci gol, anche se uno ce lo siamo fatto da soli), il miglior portiere del mondiale, buone risorse in panchina e un tasso tecnico discreto. Con questa mentalità possiamo fare un po'di strada, anche perché ora abbiamo un tabellone non troppo difficile. Esiste una sola possibilità di fare l'upgrade a grande squadra, e potercela giocare con tutti: che esploda l'unica potenziale grande stella che abbiamo, Francesco Totti, che sta migliorando ma non è ancora al massimo. Fa bene Lippi a mandarlo in campo nonostante la sua forma non sia ottimale, è una scommessa che si può vincere o perdere, ma è lì che bisogna puntare.
    Il Ghana è riuscito finalmente ad esprimere i talenti che contro l'Italia avevano giocato malissimo, e la sua qualificazione è tutto sommato meritata.
  • OUT: La Repubblica Ceca è una squadra con una sola maniera di giocare, che non è riuscita a trovare soluzioni dopo l'infortunio di Koller: Rosicky ha giocato una prima partita favolosa e due disastrose. Gli USA sono una squadra di buon livello fisico e anche tattico, ma tecnicamente sono da serie B italiana.

Girone F

  • IN: A parte la passerella col Giappone, il Brasile non è ancora a livelli stellari, ma io non sono di quelli che pensa che bisogna stare sempre e costantemente a livelli stellari; ha tante di quelle alternative da potersi anche permettere Ronaldo o Adriano in cattiva forma. Inoltre, cosa che pochi hanno notato, ha una difesa molto solida. L'Australia è una buona squadra, fisicamente molto forte e con un allenatore esperto: una specie di USA che un pochino sa anche giocare al calcio.
  • OUT: La Croazia era un po'meglio di quattro anni fa, ma se non battono il Giappone non possono lamentarsi di niente. Per i wannabe Holly e Benji, stesso discorso dell'Iran: qualcuno bravino ce l'hanno, ma si vede che gli manca l'esperienza che si fa in Europa.

Gli ottavi: Contro l'Italia avrei preferito la Croazia all'Australia, la squadra di Hiddink è esattamente del tipo adatto a farci giocare male: spazi chiusi, gente che picchia, gioco di rimessa. Direi che ce la facciamo, ma non sarà una passeggiata. Può darsi che il Ghana riesca a mettere un po' in difficoltà il Brasile, ma la loro difesa è esattamente del tipo che prima o poi un metro di troppo glielo lascia.


giovedì, 22 giugno 2006

Mondiali - Gironi eliminatori 2.

Girone C

  • IN: A parte la sonnacchiosa partita di ieri, l'Argentina è la squadra che ha impressionato di piu; grandissimi talenti in tutti i ruoli, al punto di poter tenere Tevez e Messi in panchina, e soprattutto in grande forma; a questo punto sono i favoriti. L'Olanda ha pure degli ottimi talenti, ma non sembrano ancora al 100%; è una squadra giovane, e potrebbe mancare l'uomo di esperienza che li mette in riga.
  • OUT: La Costa d'Avorio è stata forse la miglior squadra africana, perdendo di poco da grandi avversarie: in un altro girone avrebbe passato il turno. La Serbia-Montenegro è stata davvero imbarazzante: 5 euro buttati nel cesso.

Girone D

  • IN: Il Portogallo ha chiuso a punteggio pieno, ma il livello del girone era abbastanza mediocre: difficile dare un giudizio, a tratti sono sembrati ancora, come li definì Rui Costa, "la squadra più forte del mondo senza le porte", bravi nei tocchettini leziosi, ma poco concreti. Il Messico ha fatto una fatica enorme contro avversari mediocri: non vedo un grande futuro.
  • OUT: L'Angola ha fatto un mondiale più che dignitoso con una squadra raccogliticcia (più di tutti il portiere Joao Ricardo; 36 anni, bianco, angolano solo di nascita, una carriera fra B e C portoghese, attualmente senza contratto). L'Iran ha dimostrato che puoi anche avere una buona squadra, ma se i difensori non sono abituati a campionati tosti prima o poi fanno la cappella.

Gli ottavi: Argentina-Messico dovrebbe essere una partita a senso unico. Portogallo-Olanda sembra invece molto incerta: io scommetterei sui giovani talenti olandesi.