
Spero di farcela a passare il confine.
Spero di vedere il mio amico e stringergli la mano.
Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni.
Spero.
(Red, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, S. King)
lunedì, 14 aprile 2008
Dovere civico Sono rientrato a Cagliari la domenica sera, per celebrare il mio primo voto pirrese. Ci ho messo un po'per trovare il seggio: ci si arriva attraversando un bel parchetto dove giocano i bambini, ed è una scuola elementare moderna e allegra. Purtroppo è semivuota, d'altronde la Sardegna è fin qui la regione con l'affluenza più bassa. L'operazione effettiva del voto è ridicolmente veloce rispetto ai mesi per cui se n'è parlato, mi viene voglia di trattenermi nella cabina più del necessario giusto per dargli un po'più di solennità (la cabina ha tendoni di plastica, diversa da quella con pannelli di compensato a cui ero abituato). Tornato a casa, mi occupo di qualche altra competizione: in Coppa Davis ci tocca un altro anno di serie B, se non peggio. Fra i candidati per i tre posti al Princeton-Plainsboro Hospital, House sceglie due dei miei favoriti (mi dispiace per Big Love). E soprattutto la Beneamata risponde di nuovo alla grande ad una tignosissima e irriducibile Roma (sul serio, questo è uno dei più bei campionati degli ultimi anni, anche se lo preferirei sicuramente più noioso e scontato), dopo che nel pomeriggio la squadra più in forma del campionato si è liberata di un'altra delle avversarie nettamente inferiori fra le quali si trova inspiegabilmente impelagata. Poi mi viene in mente che per tutta la giornata Retequattro non ha mai messo la sovrimpressioncina "Ricordate di andare a votare": brutto segno.
