American Beauty

Spero di farcela a passare il confine.
Spero di vedere il mio amico e stringergli la mano.
Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni.
Spero.
(Red, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, S. King)

venerdì, 08 febbraio 2008

Into the wild

Film fortemente divisorio, come si vede dai giudizi dei Cinebloggers. E si capisce bene il perché: è uno di quel film per i quali se ti lasci andare alle emozioni non noti i difetti e la finisci attaccato ai kleenex.

Ma io non sono riuscito a farmi coinvolgere, e finisco nel campo degli scettici (fra i quali segnalo la recensione di kekkoz e lo sberleffo di Ohdaesu). L'ho visto come la storia indubbiamente interessante di un ragazzo sommamente antipatico, che solo nell'ultima mezz'ora diventa un po'meno supponente e presuntuoso. Il problema del film è che il regista fa invece un evidente tifo per lui, santificandolo e inondandolo di retorica (il voice-over della sorella era semplicemente insopportabile). Contorta e controproducente la struttura a flashback, che interrompe le scene in Alaska, le migliori, con quelle insulse del viaggio e dei personaggi che il ragazzo vi incontra, dei quali l'unico interessante è il militare in pensione. Bella comunque la fotografia.

Voto: 5.

Ma comunque sono felice di essere andato al cinema: ho visto un trailer che mi ha convinto che il 22 febbraio devo andare al cinema anche se avessi la febbre a quaranta.