American Beauty

Spero di farcela a passare il confine.
Spero di vedere il mio amico e stringergli la mano.
Spero che il Pacifico sia azzurro come nei miei sogni.
Spero.
(Red, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, S. King)

giovedì, 22 maggio 2008

L'immortale spirito di Biscardi

Ho smesso da un po'di leggere blog di calcio, visto che a quanto pare tutti quelli che esistono trattano ormai molto più di calcio parlato che di quello che si gioca sul campo. Io posso magari discutere se c'era o no un rigore, ma non riesco ad interessarmi di cosa dicono del rigore il giornalista, la mezzala o l'onorevole. Liberi loro di celebrare la vittoria di un campionato con post su post dedicati a quelli che rosicano, libero io di annoiarmi e passare ad altro.

Ieri ho visto una delle più belle partite di calcio degli ultimi anni, tesissima fino all'ultimo ed emozionante; e sulle immagini finali dei giocatori che ballavano con la coppa in mano, mi sono immaginato certi maggiorenti della blogsfera che rivolgevano alla tv uno sguardo veloce, prima di tornare alle dichiarazioni del direttore sportivo a pagina 21 della Gazzetta: contenti loro.

Lacrime nella pioggia


lunedì, 19 maggio 2008

 

In breve/2/Sospiro di sollievo

Meno male. Grazie Ibra.

Complimenti alla Roma.


sabato, 17 maggio 2008

In breve

Forza Inter.


giovedì, 15 maggio 2008

Un ragazzo socievole

Dei software che ho installato ultimamente sul mio PC lavorativo, quello che si è rivelato più utile è sicuramente un generatore di rumore bianco.


mercoledì, 14 maggio 2008

Ipse dixit

Il mio compagnetto di banco al lavoro è un giovane in gamba e simpatico, e anche interista: gli ho promesso da tempo di riportare qua alcune frasi sue storiche.

  • (riferendosi all'autore di un software che deve adattare) "Vorrei che il pisello gli funzionasse come funziona questo programma!"
  • (in vari casi) "E' un casino ancestrale!"
  • "E' uno che confonde il cazzo con la ghiaia!"
  • "Ha visto più minche questa qui di quello che mi ha controllato alla visita militare"
  • "Se incontra quello che ha inventato il lavoro lo ammazza!"

.. e soprattutto, un grande classico:

- Senti, ma il server oggi sta vertendo ammalarà SQL?
- Eh?
- POBA!!!


lunedì, 12 maggio 2008

Riabilitarsi

Mettiamola così: Hector Cuper ha finalmente la possibilità di far vincere uno scudetto all'Inter.

Update: e invece no. Non c'è rispetto per i finali Hollywood-style.

Vinca il peggiore

A questo punto se la Roma vince lo scudetto si può solo dire che se l'è perfettamente meritato. Ieri l'Inter non ha giocato da grande squadra: una grande squadra arrivata al 2-1 avrebbe continuato ad attaccare per chiudere la partita; e se avesse subito il pareggio avrebbe trasformato l'area avversaria in una replica di Passchendaele, anziché rimanere perplessa e fare qualche timido e goffo tentativo per risolvere l'inaspettato problema, come un ragazzino alle prime armi a cui si rompe il preservativo a metà delle operazioni.

Ora c'è l'ultima chance, e spero ancora che la coglieremo: ma oggi abbiamo dimostrato che per essere veramente una grande squadra ci manca ancora qualcosa.


venerdì, 09 maggio 2008

Trent'anni fa

Avevo sei anni il giorno in cui morì Aldo Moro, e c'è una cosa che mi ricordo distintamente: il segretario della Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini che piangeva di fronte ai microfoni dei telegiornali. Mi sembrava impossibile che quei signori adulti, sempre seri e compassati che vedevo in televisione potessero mettersi a piangere, addirittura in pubblico.


giovedì, 08 maggio 2008

Splatter tennis

Sono a casa di un mio amico che ha Sky: accendiamo sugli Internazionali di tennis, e vediamo che Nadal le sta prendendo sode da Ferrero. Il tizio di Sky ci spiega che Nadal va scusato perché soffre di un'infezione alla vescica, e si dilunga sul fatto che la sera prima è stato necessario raschiargliela per eliminare del pus. Io e il mio amico rabbrividiamo per solidarietà, come tutti i maschietti che sentono che un proprio simile ha dei problemi alle parti basse.

Finché Nadal ad un cambio di campo crolla su una sedia e chiede l'assistenza del medico, e il commentatore dice che il medico dovrà intervenire sulla vescica. Ci guardiamo sbigottiti, convinti di stare per assistere ad un intervento chirurgico alle vie urinarie in diretta dal campo centrale del Foro Italico.

E infatti il medico si avvicina a Nadal, gli toglie scarpa, calza e una benda, e gli disinfetta la vescica che ha sotto la pianta del piede.

Sospiro di sollievo.


martedì, 06 maggio 2008

Foto di Parigi

Non mie, ma della blogfamily. Tanto i posti sono più o meno gli stessi che ho visto io (alcune foto sono proprio sovrapponibili alle mie), ma Naudhiz è sicuramente più brava di me.


lunedì, 05 maggio 2008

Ora sono tutte...

... partite della fase a gironi di Champions, quelle che a differenza delle finali solitamente vinciamo.

Insomma, nervi saldi; da un po' di tempo l'Inter sta giocando oggettivamente male, ma questo non mi scandalizza: non mi ricordo di aver mai visto una squadra vincere il campionato giocando bene trentotto partite di fila. Tutte le squadre hanno periodi di calo, e solitamente vince lo scudetto quella che nel periodo in cui gioca male riesce a fare più punti: che prima di ieri l'Inter avesse fatto dodici punti in quattro partite giocate male mi conforta alquanto.

ll fatto che il Siena sia ormai salvo non deve trarre in inganno, considerate anche le loro storiche amicizie: dobbiamo dare per scontato che verranno a Milano a giocare al massimo, ma anche che, fra un Siena che gioca al massimo e un'Inter che gioca al massimo, non dovrebbe esserci partita. Gli psicodrammi sul rettilineo d'arrivo dovrebbero far parte di un pezzo di storia dell'Inter che spero proprio che sia passato.

Infine, massimi onori a su Casteddu, che oggi come oggi al Sant'Elia farebbe penare anche il Manchester United.


sabato, 03 maggio 2008

Mantello a ruota

Non ho fatto in tempo a vedere le dichiarazioni dei redditi pubblicate dal Ministero delle Entrate, ma sui circuiti peer-to-peer il file relativo ai residenti a Cagliari è uno dei più facili da trovare. L'ho scaricato per levarmi la curiosità ma i risultati sono talmente prevedibili che non valevano certamente il chiasso che si è fatto.

Ci sono solo tre persone che superano, di poco, il milione di euro. Le parti alte della classifica sono dominate da avvocati e ancora di più dai notai (è proprio un notaio il capolista); a seguire medici e, molto ben piazzati, docenti universitari. Piuttosto pochi gli imprenditori, molti dei quali però risiedono nell'hinterland, e c'è invece qualche nome legato ai negozi "storici" del centro. Dei giocatori del Cagliari non c'è quasi nessuno (presumo che preferiscano tenere la residenza nel loro Comune d'origine), e i pochi presenti stanno ben al di sotto dei principi del foro. Ci sono invece diversi ex-calciatori che si sono sistemati nell'isola, ma non sono sempre quelli che un tempo erano più famosi ad essere piazzati meglio.


venerdì, 25 aprile 2008

Saluti da Parigi

  • Facile dire che per conoscere Parigi bisogna vederla come i parigini: ma nessun parigino vede in cinque giorni Torre Eiffel, Notre Dame, Versailles, Louvre, Museo d'Orsay e Sacrè Coeur. Venendoci per la prima volta voglio vedere quanti più posti imperdibili posso, perché se sono imperdibili c'è davvero un motivo, e quindi mi tocca fare un po' il giapponese. Poi per vivere la città da parigino ci saranno altre occasioni.
  • Italiani, ovunque. Sulla Torre Eiffel gruppo di amici romani; sul treno per Versailles coppia veneta di mezza età; nella brasserie fuori dalla Sainte Chappelle famiglia toscana con annessa fidanzata del figlio; in coda al Louvre coppia giovane bolognese con Gazzetta (cavolo, Totti si è rotto di nuovo!); all'Orsay ben due gite scolastiche, un liceo artistico di Gorizia con due punk pazzesche e dei professori simpatici (ahimè, alla mia età quando trovo le classi in gita mi metto a parlare con i professori e non con le studentesse!), e una classe forse milanese dall'aria fighetta. Per il resto tantissimi spagnoli e i soliti giapponesi, tra i quali una notevole classe in divisa scolastica, proprio come negli anime (ma ragazze purtroppo bruttine).
  • Se costretti a scegliere: Sainte Chappelle piuttosto che Notre Dame; Orsay piuttosto che Louvre; Versailles piuttosto che qualunque altra cosa.
  • Se non vi piacciono le persone di colore, a Parigi semplicemente non andateci.
  • Se vi piacciono le ragazze con gli occhi azzurri, pure vi conviene non andarci, perché fatichereste ad andare via. Non che le francesi siano molto più belle delle italiane, ma è ovunque un luccichio ceruleo, dalla cassiera dell'Orsay alla ragazzina imbronciata che manda SMS dagli Champs Elysées, che, per chi ama il genere, è davvero un bel vedere.
  • Il clochard che dormiva su una panchina di fronte a Notre Dame avrebbe meritato di essere notato da un blogghista più bravo, che avrebbe saputo parlare del contrasto tra magnificenza e miseria, o dei suoi illustri predecessori della Corte dei Miracoli immortalati da Hugo, o del fatto che, se proprio il mendicante si deve fare, tanto vale farlo in uno dei posti più belli del mondo.
  • Il treno per Versailles passa per Issy, un quartiere di uffici alla perifieria sud. Ci sono enormi palazzi con marchi famosi come Eurosport e Canal+, ma la domenica mattina è deserto da far paura: sembra il sogno di Tom Cruise in Vanilla Sky.
  • Lo sfarzo di Versailles è quasi osceno, continua a venirmi in mente la battuta di Mel Brooks, "E' bello essere re". Nel pomeriggio fanno funzionare le fontane dei giardini con sottofondo di musica barocca: le fontane sono una mia passione fin da bambino, e per i novanta minuti in cui sono accese corro per i giardini dall'una all'altra totalizzando un chilometraggio che Gattuso non disprezzerebbe. Nel gran finale alla Fontana di Nettuno gira il vento e un getto ci finisce addosso, ma va bene: quante volte ti capita di fare una doccia offerta dal Re di Francia?
  • Se un marziano venisse portato nella Sala degli Stati del Louvre e gli dicessero che lì c'è il quadro più famoso del pianeta Terra, penso che direbbe: "Sì, in effetti queste Nozze di Cana sono straordinarie!".
  • Però la visita al Louvre è stata l'unica cosa non dico spiacevole, ma certo stressante del viaggio: troppe sale, troppe opere da vedere, troppi chilometri da percorrere, troppa gente (entro all'apertura e la coda è tollerabile, ma quando alle 11 mi riaffaccio nell'atrio sembra di essere a stazione Termini nell'ora di punta). La mia Routard propone una visita "lampo" di quattro ore: la completo in sei e la finisco stanco e stressato, anche per l'aria condizionata che tortura le mie lenti a contatto.
  • L'autofocus della mia digitale ama i contorni netti e definiti, e quindi non gli piacciono gli Impressionisti: sulle Ninfee di Monet in particolare la spia rossa non sente ragioni. Sarebbe stata bene nella giuria del Salon che continuava a rifiutarli.
  • Io di arte non capisco nulla, e proprio per questo è curioso che Van Gogh mi emozioni tanto: all'Orsay sto per commuovermi, i colori violenti e le forme sbilenche sembrano urlare angoscia. Mi piace guardare i suoi quadri di taglio, vedere lo spessore della tempera ammucchiata per formare fiori o stelle: praticamente dipingeva in Braille. Monet è perfetto, ma Van Gogh è sconvolgente.
  • La mattina presto la scalinata che porta al Sacrè Coeur è del tutto deserta, e noto subito su una panchina una piccola borsa viola con appeso un cagnolino di peluche. Penso che dovrei portarla dove la proprietaria la possa ritrovare, ma non c'è proprio nessuno intorno a cui affidarla: poi penso ad una storia alla Amélie Poulain, una borsa abbandonata volutamente per conoscere chi la ritroverà, e immagino che dentro ci sia una foto di una ragazza con la maschera di Zorro e qualche indizio misterioso. Poi penso che ho l'aereo nel pomeriggio, e se voglio fare in tempo a vedere Montmartre devo muovermi, e la lascio lì.
  • Sono convinto che ad Amélie non piacerebbe Place du Tertre: bistrot, gallerie e pittori sembrano messi lì per ricreare una Montmartre fittizia ad uso e consumo dei turisti. Sicuramente amerebbe invece le stradine meno frequentate e più romantiche dietro il Sacrè Coeur, come Rue des Saules e Rue Saint Vincent.
  • Alla fine della passeggiata per Montmartre trovo proprio il locale di Amélie, il Café des Deux Moulins in fondo a Rue Lepic. Mi rinfresco (ovviamente non ho bisogno di chiedere dov'è il bagno), mi siedo e dò un'occhiata in giro: c'è un poster firmato da Audrey Tautou, e alcuni stranieri appassionati del film che fotografano come matti, ma i clienti francesi sembrano proprio i personaggi del film (seduta ad un tavolino c'è una donna identica alla tabaccaia Georgette). L'Amélie che mi porta il caffè però è di colore, come quasi tutte le sue colleghe. Chiedo anche un panino che mi farà da pranzo: al momento del conto mi pare che la notorietà del posto faccia lievitare un po'il totale, ma non mi scandalizzo.


giovedì, 17 aprile 2008

Beh, io vado a Parigi per qualche giorno. Voi cominciate pure a fare l'opposizione senza di me.


martedì, 15 aprile 2008

Veltroniani, bertinottiani, boselliani, casiniani, ferrariani, milanisti, esperti di exit-poll, stressati dal capo, stressati dai sottoposti, stressati dal marito, dalla moglie, dai figli, dai genitori, dai fidanzati...

...andate a vedere Juno!


lunedì, 14 aprile 2008

Dovere civico

Sono rientrato a Cagliari la domenica sera, per celebrare il mio primo voto pirrese. Ci ho messo un po'per trovare il seggio: ci si arriva attraversando un bel parchetto dove giocano i bambini, ed è una scuola elementare moderna e allegra. Purtroppo è semivuota, d'altronde la Sardegna è fin qui la regione con l'affluenza più bassa. L'operazione effettiva del voto è ridicolmente veloce rispetto ai mesi per cui se n'è parlato, mi viene voglia di trattenermi nella cabina più del necessario giusto per dargli un po'più di solennità (la cabina ha tendoni di plastica, diversa da quella con pannelli di compensato a cui ero abituato).

Tornato a casa, mi occupo di qualche altra competizione: in Coppa Davis ci tocca un altro anno di serie B, se non peggio. Fra i candidati per i tre posti al Princeton-Plainsboro Hospital, House sceglie due dei miei favoriti (mi dispiace per Big Love). E soprattutto la Beneamata risponde di nuovo alla grande ad una tignosissima e irriducibile Roma (sul serio, questo è uno dei più bei campionati degli ultimi anni, anche se lo preferirei sicuramente più noioso e scontato), dopo che nel pomeriggio la squadra più in forma del campionato si è liberata di un'altra delle avversarie nettamente inferiori fra le quali si trova inspiegabilmente impelagata.

Poi mi viene in mente che per tutta la giornata Retequattro non ha mai messo la sovrimpressioncina "Ricordate di andare a votare": brutto segno.


mercoledì, 09 aprile 2008

Parigi!

Ci ho messo un po', ma ho finalmente deciso che non voglio rischiare di morire senza aver visto Parigi. Parto il 18 con volo Meridiana (alla faccia di Spinetta), e ci starò cinque giorni: ci vado da solo.

A parte le cose più ovvie, avete qualche suggerimento su cosa vale la pena di fare o vedere?


martedì, 08 aprile 2008

La battuta del mese...

... per quanto ancora all'inizo, è di john.

Fiaccola ad ostacoli

Intanto rassicuriamo sull'integrità simbolica della fiamma olimpica: per quanto la fiaccola possa essere spenta, il fuoco acceso ad Olimpia è custodito in lanterne da minatore che seguono il tedoforo nel furgone di appoggio, dalle quali se necessario si riaccende la fiaccola (lo so, suonano come minchiate di spiritualismo neopagano: ma è quello il suo bello).

Su quello che è avvenuto a Londra e Parigi sono piuttosto combattuto: vorrei che si protestasse in occasione del passaggio della fiaccola, non contro il passaggio della fiaccola; e le immagini dei tedofori aggrediti non si possono vedere. Però probabilmente niente di meno sarebbe riuscito a smuovere il serafico Jacques Rogge dal suo insopportabile "tutto va ben, madama la marchesa".